
LA SCHEDAROBOTICA 1ROBOTICA 2 |
I robot
nella vita
quotidiana
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Negli ultimi venti anni i robot hanno contribuito a generare nel settore industriale, in particolare manifatturiero, un sogno di fabbrica completamente automatizzata nella quale non avrebbe dovuto più trovar posto o giustificazione la presenza umana.
Questa visione è poi stata drasticamente ridimensionata relegando il ruolo dei robot a quello di semplice componente il più delle volte ulilizzato per effettuare operazioni cicliche ripetitive.
Nonostante questo drastico cambiamento di prospettive la robotica ha avuto e continua ad avere un notevole e crescente successo nel settore della ricerca; perché un robot è un sistema molto complesso in cui si integrano diverse discipline a tecnologie quali: la meccanica, l'elettronica, l'informatica, la fisica, l'automatica, lasciando libero spazio alle soluzioni architettoniche più disparate che possono miscelare le tecnologie in modo molto vario a seconda della "vocazione" più spiccata che avrà il sistema progettato.
In questo ambito è nato ed ora è giunto a conclusione il Progetto Finalizzato "Robotica" del CNR. Le attività di ricerca del P. F. "Robotica" iniziato nel giugno del 1989 sono terminate alla fine del 1994. Il Progetto ha coinvolto in questi cinque anni più di 200 gruppi di ricerca che si sono avvicendati nelle due fasi in cui si è articolato il Progetto stesso: la prima fase triennale, orientata principalmente allo sviluppo di componenti tecnologici, e la seconda, biennale, più orientata alla aggregazione in sistemi completi che permettessero una sperimentazione sul campo.
Nel primo triennio, il P. F. è stato strutturato per tecnologie componenti ed è stato infatti diviso in 4 Sottoprogetti dedicati rispettivamente a:
Ognuno di questi Sottoprogetti a sua volta è stato suddiviso in Linee di
ricerca che avevano uno o più Obiettivi. Ogni Obiettivo, che vedeva
più gruppi di ricerca aggregati e cooperanti, doveva arrivare a produrre
dei prototipi innovativi.
Le principali Linee di ricerca attivate nel primo triennio sono state:
Nella seconda fase di due anni che ha concluso il progetto, le attività di ricerca sono state orientate, oltre che al completamento di quelle attività che avevano un'estensione quinquennale, alla sperimentazione e validazione dei componenti prodotti nel primo triennio in alcuni sistemi completi che costituivano gli obiettivi della seconda fase.
I principali Obiettivi sono
stati:
Nell'ambito dell'ultimo periodo di attività del Progetto, si è inoltre attivata una Linea di ricerca orientata allo sviluppo per applicazioni non industriali, con lo scopo di integrare componenti in sistemi robotici molto complessi o attivi in ambienti scarsamente o parzialmente strutturati e per applicazioni che esulano dal tradizionale ambito manifatturiero. Questo ha permesso di validare la capacità dei gruppi di ricerca di affrontare problemi di integrazione molto complessi ed allo stesso tempo di indicare dei potenziali settori di sviluppo per le tecnologie robotiche.
In particolare è stata sviluppata presso l'Università di Bologna una mano ad elevata destrezza integrata in un robot industriale in modo di realizzare un sistema unico braccio-polso-mano dotato di sensibilità tattile per poter studiare problemi e sperimentare strategie di manipolazione ad elevata destrezza.
Sotto il coordinamento del Gruppo Artslab della Scuola Superiore
S. Anna di Pisa è stato realizzato
URMAD un robot
mobile per l'ausilio delle persone disabili capace di muoversi autonomamente in
un ambiente parzialmente noto (come potrebbe essere un appartamento o un
ospedale) comandato a voce o con linguaggi grafici molto semplici, dotato di un
braccio antropomorfo e di una mano capace di afferrare e manipolare oggetti
localizzati attraverso un sistema di visione stereoscopico autonomo. Sotto il
coordinamento del CIRAA dell'Università di Genova è stato
realizzato AGROBOT un robot mobile parzialmente autonomo dotato di sistema di
visione e di un braccio con organo di presa adatto ad attività relative
alla coltura in serra, in particolare di pomodori.
Il finanziamento per l'attività quinquennale del Progetto, come previsto nello Studio di Fattibilità approvato dal CIPE nel maggio 1987, era di oltre 67 miliardi.
I finanziamenti realmente erogati, in conseguenza dei tagli effettuati al budget per la ricerca in questi ultimi anni, hanno di poco superato i 56 miliardi, con una riduzione rispetto al previsto di quasi il 17%.
Nonostante queste riduzioni i risultati sia in termini quantitativi sia qualitativi non sono certo mancati.
Infatti il Progetto Finalizzato "Robotica" ha "prodotto": circa 1400 pubblicazioni scientifiche a livello internazionale, circa 200 prototipi fisici, più di 200 sistemi software, 19 brevetti, circa 50 borse di studio e 300 tesi di laurea e di dottorato. Tutto questo è il risultato di circa 1.100 anni/uomo equivalenti di attività di ricerca svolta. La stretta collaborazione per il raggiungimento di un risultato comune tra gruppi accademici ed industriali è stato uno dei maggiori risultati, anche se difficilmente quantificabile, in un panorama nazionale che vede l'interazione tra mondo industriale e mondo della ricerca accademica più come un'eccezione che non come una regola. Tutti gli Obiettivi hanno portato alla realizzazione dei prototipi previsti ora in via di trasferimento all'industria. In molti casi i gruppi che li hanno sviluppati proseguono la loro attività in ambito internazionale avendo attivato e collaborando a numerosi progetti nell'ambito dei vari programmi europei del III del IV Programma Quadro.

Volendo a questo punto cercare di trarre alcune conclusioni è quasi d'obbligo chiedersi:
Che impatto ha avuto il P. F. "Robotica" nel panorama italiano della ricerca applicata in un settore industriale che, pur limitato, vede un livello tecnologico nazionale tra i più alti in ambito internazionale?
Nel settore industriale sono state sviluppate nuove tecnologie, sono state sperimentate nuove soluzioni, sono circolate nuove idee e nuove opportunità di applicazione. È forse troppo presto per poter dire quanto tutto questo porterà in termini di risultati economici, e quando, ma ogni sforzo è stato fatto per dare la massima visibilità ai risultati raggiunti sia attraverso la intensa e copiosa produzione scientifica dei ricercatori, sia con la partecipazione alle più importanti manifestazioni fieristiche del settore.
Il Progetto Finalizzato "Robotica" è stato infatti presente con un proprio stand alle ultime due edizioni di BIMU (1992 e 1994) e all'11° EMO (1995); la partecipazione in quest'ultimo importante ambito internazionale, ha assunto il significato di un evento conclusivo di presentazione in un ambiente industriale dei principali risultati trasferibili.
Il Progetto si chiude quindi con una serie di risultati raggiunti molto positivi e lusinghieri che tutti i partecipanti al Progetto si augurano, in questi tempi caratterizzati da un futuro che non appare certo roseo per la ricerca, non debbano essere gli ultimi in questo settore. *