
La ricerca diventa
strumento operativo
Il problema - ovunque assai sentito - dei rapporti tra la ricerca pubblica e il mondo dell'industria è strettamente connesso alla competitività del sistema produttivo, sempre più basato sulle capacità di innovazione del tessuto del Paese e dei singoli operatori. Problema profondo, la cui soluzione può provenire da una serie articolata di azioni.
Un'iniziativa che ha per obiettivo l'incentivazione della collaborazione tra questi due soggetti della realtà economica del Paese è il Progetto Strategico - tuttora in corso - "Utilizzazione e Trasferimento dei Risultati dei Progetti Finalizzati", attivato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche nell'autunno 1994 e coordinato da chi scrive queste note. La considerazione del fatto che in Italia alla R&S viene purtroppo dedicato solo l'1,4% del PIL, a fronte del 2,5-3% di altri Paesi europei, ha reso particolarmente urgente l'attivazione di iniziative che promuovano una reale sinergia tra i vari attori coinvolti nel favorire occupazione, tecnologia, competitività, innovazione, concorrenza internazionale in mercati sempre più difficili da conquistare e soprattutto mantenere. Questo con particolare riguardo alle piccole e medie imprese, che assai più delle grandi risultano assenti nelle iniziative incentivate dallo Stato sulla ricerca applicata.
Riferendoci ai dati sopra riportati sulle spese per ricerca, esse sono concentrate per la ricerca industriale sulle grandi imprese, alcune in particolare: per cui la effettiva spesa per ricerca industriale, se disaggregata, vedrebbe uno squilibrio ancor più rilevante a sfavore delle PMI di quanto una valutazione di insieme potrebbe far supporre.
Il Progetto, che ha sede presso l'Istituto di studi sulla Ricerca e Documentazione Scientifica del CNR diretto da Paolo Bisogno, attraverso una unità operativa diretta da Gianfranco Bianchi, ha organizzato il proprio lavoro con azioni rivolte all'immediato risultato concreto di chi opera nell'industria.
Numerose le Unità Operative che ad esso fanno capo e dalle quali si è ottenuta preziosa collaborazione: l'AIRI, la CONFAPI, l'INFORAV, l'ITIA del CNR, l'Università di Modena e quella di Roma II.
Un'attenzione particolare è stata ovviamente riservata ai problemi delle PMI, le quali sentono maggiormente il gap tra l'informazione scientifica necessaria e quella disponibile, in quanto generalmente impossibilitate a disporre di autonome strutture di ricerca interne. Il Progetto ha provveduto, nella prima fase delle proprie attività, ad inviare ad un campione significativo di ricercatori (circa 15.000) appartenenti al mondo della ricerca pubblica nazionale (Università, Centri ed Istituti di Ricerca) o delle grandi organizzazioni private una scheda-questionario, basata sul modello della scheda informativa distribuita dalla Yeda Israeliana (struttura di commercializzazione della ricerca prodotta dall'Istituto Weizmann) nella quale venivano posti quesiti relativi al nome e recapito del ricercatore stesso, alla definizione della struttura di ricerca a cui egli faceva capo, al titolo della ricerca ed a un breve excursus sul tema trattato in ordine allo stato dell'arte del medesimo ed alla brevettuabilità o meno dei risultati ottenuti. Un modulo semplice, di una sola facciata, facilmente compilabile, centrato sui temi dei Progetti Finalizzati e su temi nei quali detti progetti si inseriscono.

All'utilizzatore interessato sarà così possibile ottenere, attraverso un'interrogazione a livello parola su tutti i campi ritenuti utili della scheda, informazioni selezionate e mirate che permettano di valutare con sufficiente affidabilità le potenzialità - sotto il profilo applicativo - dei risultati e delle competenze disponibili.
Si provvederà inoltre - ove necessario - a diffondere tempestivamente presso le imprese industriali, informazioni relative al trasferimento di tecnologie ed al coinvolgimento di competenze da parte di soggetti così individuati:
* imprese industriali potenziali acquirenti di tecnologia o potenziali partners finanziari;
* PMI e imprese artigiane sensibili all'innovazione tecnologica, singoli inventori, centri di ricerca pubblici e privati, titolari di brevetti di invenzioni industriali e di tecnologie;
* associazioni come la Confindustria, la Confapi, la Confartigianato, consulenti e società che offrono servizi per l'innovazione d'impresa.
È stato messo a disposizione da alcuni mesi al potenziale utente - in via sperimentale - un servizio telefonico/fax (06-4455692), al quale egli può rivolgersi per lasciare le proprie coordinate ed il soggetto della propria richiesta. Riceverà le informazioni desiderate nel giro di un paio di giorni.
Nei primi mesi, si sono registrate oltre 250 richieste di informazioni, alle quali è stata data pronta risposta, ed alle quali sono seguiti numerosi costruttivi contatti. Le richieste sono pervenute sia da parte di imprenditori, sia da parte di organizzazioni quali BIC, Innovation Relais Centers, ecc. I settori scientifico-tecnologici maggiormente coinvolti sono:
Sta per essere messa a disposizione degli utenti una base informativa sui vari strumenti che lo Stato mette a disposizione degli operatori in termini finanziari e di sostegno.
Nel corso delle numerose riunioni del Progetto, si è constatato un notevole interesse di alcuni Paesi europei all'iniziativa, ed è in esame l'allargamento di questa azione a partners della CEE e dell'Est europeo.
La base dati così costruita presenta, oltre che un interesse sul piano dei contatti fra la ricerca pubblica e quella degli operatori delle industrie e dei servizi, anche un rilevante interesse informativo. È infatti importante sapere quali settori sono privilegiati dalla scelta dei ricercatori, scelta solo parzialmente "diretta" da iniziative quali i Progetti Finalizzati, così come può diventare importante sapere se e quanto contatto vi sia fra questi indirizzi e le richieste dei vari comparti del Paese. Il grafico e la tabella qui riportati indicano la ripartizione delle ricerche nei diversi settori.
La base-dati è stata consegnata ad Infocamere che in queste settimane la inserirà in rete telematica, rendendola disponibile alle Camere di Commercio, ed al Poligrafico dello Stato che la renderà disponibile all'intera Amministrazione Pubblica. *